Franco Prevato
Storia di una famiglia di emigranti

ANTICHE ORIGINI

Nell'Italia dei cognomi qualche volta è estremamente difficile riuscire a ricomporre l'etimologia del casato, per Prevato lo è ancor di più, anche nel solo Veneto dove per altro ha la propria origine.

Nel Veneto le desinenze in «in» come Danesin sono diminutivi di luoghi, nomi toponomastici nomi comuni, arti o professioni e significano: il figlio più piccolo di.

Marangon a parte, le desinenze in «on» sono accrescitivi in ragione della capacità economica o di caratteristiche fisiche (es:Lorenzon); «er» «or» «ari» sono i suffissi che presero origine dalle arti e dei mestieri, es: Muner = mugnaio, gallegaro = calzolaio.

 

Per le desinenze in «ato» la questione è del tutto aperta, qualche storico propende per i participi passati, altri le attribuiscono a suffissi preromani, altri ancora ad aggettivi sostantivati e chi più ne ha più ne metta.

Secondo le poche disponibilità etimologiche a mia disposizione posso solo dire che la questione è molto complessa e probabilmente in alcuni casi vi è la possibilità che sia una cosa, in altri una cosa diversa.

Comunque una ulteriore considerazione si potrebbe fare sull'«ablativo assoluto» proponendo una strada latino-arcaica per sostantivare, quindi far diventare nome una proposizione temporale, causale, concessiva o ipotetica coniugata con un verbo in forma di participio perfetto (es: Rebellato = debellato = a guerra conclusa = colui che ha concluso una guerra)

Certamente i Prevato come quasi la totalità di tutte le desinenze in «ato» non hanno legami con l'araldica e quindi non si possono fregiare di labari, blasoni o stemmi nobiliari.

 

Propongo alcune soluzioni, Prevato potrebbe derivare da:

  • Prae-vasto = comandante dei soldati romani "guastatori" che predisponevano i campi di battaglia o costruivano strade e difese;
  • Prae-vectus = soldato adibito alle perlustrazioni ed al presidio degli avamposti;
  • Praevo-ath = (termine corrotto) = proveniente da prato alto con bosco molto fitto;
  • Prae-fatum = colui che introduce qualcuno presso un dignitario
  • Prae-fracte = ostinato, duro, irriducibile;
  • Brabeutae = arbitro nei giochi di società o di squadra;
  • Prae-Batum = colui che ha attraversato il fiume Batum (fiume Noce oggi in provincia di Potenza
  • Pre-lato = prae-ferre = preferito (normalmente inteso come persona di grande dignità)

Escludo completamente la possibilità di affinità con il clero ed in particolar modo a Prete, Prevete o Prevosto, nonostante "Prelato" abbia oggi un significato molto esplicito, non solo perché ai preti è stato imposto il voto di castità fino dagli albori del secondo millennio e quindi successivamente sarebbe stato uno scandalo, all'interno delle comunità, difficilmente rimediabile per la stirpe ma anche perché "Prete" deriva invece da «Presbyter».

 

Indipendentemente dal sopranomen ovvero dal cognomen, sancito dal Concilio di Trento (1564) quando i soprannomi divennero effettivamente la designazione del casato al quale seguiva il nome proprio, se la schiatta fosse stata più antica, il nome potrebbe essere stato derivato, come vuole la legenda veneta, da nomi provenienti dalla sconfitta di TROIA.

Quindi, prima sparsi nell'antica "Locride" (provincia dell'antica Grecia situata a nord-est del Peloponneso, di fronte all'isola di Eubea) e successivamente nella Locride della "Magna Grecia" ovvero nell'odierna Calabria/Basilicata.

Allora la cosa cambierebbe aspetto perché suffissi e desinenze antiche possono diventare aggettivi e sostantivi, rivoluzionando completamente la radice.

(prepo) = eminente + ( ) (viatù) = casato locride (fondato nella penisola italica) dei locrési - ozoji - epizafiri (provenienti dalla locride greca).

Tradotto significa principe o re dei Locrési.

Ecco un'ulteriore possibilità per la desinenza in «ato» che nulla ha a che fare con la radice latina.

D'altro canto i cognomi o soprannomi possono trovare origine storica attraverso varie possibilità quali:

  • Patronimica (dal nome proprio del padre con tutte le varianti diminutive, accrescitive, accrescenti o degradanti)
  • Matronimica (dal nome proprio della madre e poi come sopra)
  • Etnica (dal luogo, capostipite o insediamento)
  • Fisica (come colore dei capelli, prestanza o debolezza fisica, portamento etc)
  • Qualità morali (compresi i colori del casato)
  • Teoforica (per le virtù ecclesiastiche o dedizione ai vari culti)
  • Mestieri, arti o professioni
  • Completamente inventati (a seguito di abbandoni infantili).

Quale sia la radice vera dei Prevato? Non lo so,comunque questo ultimo caso starebbe a significare che i Prevato potrebbero essere stati presenti nel Veneto prima della presenza romana e poiché basterebbero altri 40 nomi per arrivare all'anno zero, forse se ne dovrebbero aggiungere solo altri 10 per capire la presenza in questa regione.

Dopo quest'ultima premessa è ovvio che difficilmente si potranno conoscere le vere origini dei Prevato.

L'importante è aver almeno capito che la differenza tra persone umili e senza memoria e quelle cosiddette "nobiliari o nobili " consiste in un unico semplice fatto: quello di ricordare, non di far ricordare, nella semplice equazione che è meglio essere che non avere.

E ancor di più, nel viatico della vita: se non si sa da dove si proviene, difficilmente si potrà saper dove andare.