Franco Prevato

 
PIROSCAFO "PALATINO"
PIROSCAFO "PALATINO"

Anno di Costruzione = 1913

Nominativo Internazionale = ICAL

Società di provenienza = San Marco

Compartimento = Venezia

Matricola =

Unità Gemelle =


Lunghezza tra le perpendicolari = 82.30

Larghezza fuori ossatura = 12.12

Altezza dalla linea di costruzione =5.46

Macchine = 2 alternative a vapore per 4.650 hp

Eliche = 2

Consumo = 28.4 tonnellate di carbone al giorno

Velocità massima = 16.5 nodi

Tonnellate stazza lorda = 1.965

Tonnellate stazza netta = 812

Portata lorda = 783 tonn.

Stive = 1 X 207 mc.

Numero massimo passeggeri in cabina = 117


Impiegata sulla linea n° =

Dal 1° gennaio 1937, data ufficiale dell'insediamento del primo Consiglio di Amministrazione per la costituzione della Società Adriatica S.A.N. (Società Anonima Navigazione), fino al 22 febbraio 1938, la nave PALATINO rimase in sosta ed in disarmo nel porto di Trieste.

Dal 23 febbraio 1938 al 16 maggio 1939 fu impiegata alternativamente, sulla linea n° 41 bis, nel collegamento tra Venezia, Trieste, Zara e Gravosa e sulla linea n° 44 tra Bari e Durazzo.

Dopo di che fu nuovamente posta in disarmo, nel porto di Venezia, fino al 15 aprile 1940.

Il 16 Aprile, fu venduta alla ditta PITTALUGA di Genova per la demolizione.

(n.d.a.) «E' strana la storia di questa nave, sembra quasi che qualcosa non avesse girato per il verso giusto.

In fondo, quando fu demolita, non si poteva dire fosse poi così vetusta, soprattutto se paragonata a tante altre navi circolanti in quel periodo. Né si poteva lamentare la sua velocità sviluppata che, con ben 16,5 nodi, si poteva considerare sicuramente al di sopra della media.

Anche la capacità di trasporto non doveva essere così deprecabile, perché la relativa scarsità di volume in stiva, era sicuramente compensata dalla ricettività per passeggeri di cabina e di ponte. Infatti quando su di una nave si potevano ospitare 117 persone in cabina, come in questo caso, era dato per certo che, per quelle tratte di mare, si potevano trasportarne almeno dieci volte di più anche se, con sistemazioni "un po' meno comode". Allora perché fu demolita ?

Congetture e considerazioni potrebbero essere molte; per esempio la difficoltà a cambiare l'impianto di combustione per l'alimento della forza motrice principale, come si fece per altre navi della flotta, inizialmente alimentate a carbone e successivamente trasformate per l'alimentazione a combustibile liquido pesante; o semplicemente per l'impossibilità di dotarla con motori a combustione interna perché la struttura dello scafo non poteva consentirlo.

Oppure si può pensare che, per la PALATINO fosse stata imposta la vendita ad un cantiere di demolizione perché serviva acciaio. Ma fu veramente demolita?

Forse potrebbe essere stata demolita in maniera fittizia, per essere venduta ed indirizzata sotto mentite spoglie, la dove, la II GUERRA MONDIALE non era ancora arrivata.

Sicuramente, la stranezza di tutto ciò potrebbe stare in tante altre cose diverse o messe assieme. Sfortunatamente non è stato possibile accertarlo.»

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