Franco Prevato

 
PIROSCAFO "CELIO"
PIROSCAFO "CELIO"

Anno di Costruzione = 1908

Nominativo Internazionale =

Società di provenienza = San Marco

Compartimento = Venezia

Matricola = 306

Unità Gemelle = Quirinale

Nome in codice =


Lunghezza tra le perpendicolari = 108.5 m

Larghezza fuori ossatura = 13.4 m

Altezza dalla linea di costruzione = 7.87 m

Macchine = 1 alternativa a vapore da 3.200 hp

Eliche = 1

Consumo = 41 tonnellate al giorno

Velocità massima = 12.5 nodi

Tonnellate stazza lorda = 3.872

Tonnellate stazza netta = 2.297

Portata lorda = 3.872

Stive = 4 X 4.549 mc

Numero massimo passeggeri in cabina = 99


Impiegata sulla linea n° = 54 Adriatico - Pireo- Istanbul

Si può ritenere, con sufficiente ragionevolezza, che il piroscafo CELIO sia stata una delle prime navi a subire le estreme conseguenze dovute all'inizio delle belligeranze e che quindi si sia in qualche modo cercato di non dare troppa enfasi alla notizia.

Non sarebbe stato opportuno, infatti, allarmare fin da subito "l'entourage dell'Alleato d'oltralpe", forse con la speranza che le bugie avessero "le gambe lunghe" ed i sotterfugi ancora di più.

« Hitler (al quale è stato presentato un rapporto in versi sull'attività dei sommergibili) - i nostri bollettini debbono riferire le perdite subite dal tonnellaggio americano insieme con quelle inflitte dalla Luftwafe ai convogli inglesi diretti a Malta ».

« Generale Bodenschatz - gli inglesi sono dei veri combattenti del mare. Basta il fatto che i loro convogli osano prendere il mare senza una scorta di navi da battaglia e sfidano un'aviazione superiore come quella degli italiani!»

Ma se qualcuno poteva ancora nutrire una sorta di fiducia nei confronti dell'alleato italiano, Hitler certamente non più. Egli aveva già presente quali fossero le differenze tra la propaganda ed i risultati, tant'è che la sera del 17 luglio 1942, a Werwolf in Ucraina, il dittatore sostenne:

« Quella tendenza tipica degli italiani per la quale essi si attribuiscono tutti i meriti possibili anche quando non hanno fatto niente di speciale. Un'espressione tipica di questa mentalità si può trovare nei libri di storia del fascismo, nei quali la fase conclusiva della prima guerra mondiale è descritta in modo da far credere che la vittoria degli alleati sia dovuta soprattutto alla condotta eroica degli italiani.

Un altro esempio dello stesso genere si ebbe durante la campagna sul fronte occidentale. Allora gli italiani affermarono che la loro NON BELLIGERANZA costringeva i francesi ad immobilizzare almeno sessanta divisioni sulle Alpi.

Quando i resoconti ufficiali francesi precisarono che non sessanta ma, soltanto sette erano dislocate al confine italiano durante la campagna d'occidente e che, di esse tre erano state trasferite altrove senza particolari difficoltà. Gli italiani fecero la faccia lunga.

Ma anche di questo si consolarono presto. Sono tre anni che continuano a prendere legnate e solo una volta sono riusciti a strappare una vittoria, ma le batoste vengono subito dimenticate e tutta l'Italia si abbandona all'ebbrezza della vittoria »

* (Tratto da CONVERSAZIONI DI HITLER A TAVOLA di Henry Picker - biografo personale di Hitler - ed. Longanesi.)

Nel 1937, il piroscafo CELIO fu adibito alla linea 54 Adriatico - Pireo - Istanbul. Nel 1938 fu immesso nella linea 56 Adriatico - Egitto - Siria fino all'1 maggio 1939, quando eseguì un viaggio di trasferimento sino a Napoli dove, il giorno 11 dello stesso mese fu ceduto alla consorella Tirrenia. Il 24 luglio 1940 affondò a circa 3.5 miglia da TOLEMAIDE, dopo aver urtato una mina subacquea.

Sezione, dispositivo di ancoraggio ed innesco di una mina marina
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