Franco Prevato

 
PIROSCAFO "FENICIA"
PIROSCAFO "FENICIA"

Anno di Costruzione = 1919

Nominativo Internazionale = IBPM

Società di provenienza = SAIM

Compartimento = Genova

Matricola = 2163

Unità Gemelle =


Lunghezza tra le perpendicolari = 76.50 m

Larghezza fuori ossatura = 13.25 m

Altezza dalla linea di costruzione = 8.58 m

Macchine = 1 alternativa a vapore da 13.00 hp

Eliche = 1

Consumo = 17 tonnellate al giorno

Velocità massima = 10 nodi

Tonnellate stazza lorda = 4.120

Tonnellate stazza netta = 1.577

Portata lorda = 4.120 tonn.

Stive = 2 più 2 trunk ed un cassero X 4.683 mc

Numero massimo passeggeri in cabina = 12


Impiegata sulla linea n° = 59 bis e 58 Tirreno - Danubio

Tipica nave da carico dell'epoca, con DRITTO di prora a coltello e poppa a vascello. Anche il timone è tradizionale e non compensato.

Fasciame in acciaio, chiodato a doppia ribattitura.


Fino a tutto il 1939 la FENICIA eseguì partenze dal Tirreno verso il Mar Nero e Danubio. Dal giugno del 1940, sospesa la linea, effettuò una serie di viaggi definiti SPECIALI, da Brindisi ai porti dell'EGEO:

Alle ore 12.00 del 30 ottobre 1940 fu requisita dalla R. Marina.

Il piroscafo, al comando del Cap. Giuseppe MANNO di Spotorno, fu silurato alle ore 07.05 del 10 marzo 1941.

La nave affondò a circa 90 miglia da Tripoli. A bordo aveva un carico di armi, munizioni e carburante in fusti. Dei 33 civili e 5 militari dell'equipaggio se ne salvarono 9.


Con il foglio d'ordigni nr. 81 datato 21 ottobre 1941, il Ministero delle Comunicazioni della Marina Mercantile concesse una MEDAGLIA di BRONZO AL VALOR MILITARE.

«Al Padrone Marittimo SCHIANO Angelo matricola 25881 di Livorno, 2° Ufficiale di coperta del piroscafo requisito FENICIA, mentre navigava in convoglio, con decisiva manovra sventava l'attacco di un sommergibile nemico e cooperava in seguito ed in maniera efficace all'opera di spegnimento di gravi incendi, causati dalla caduta di altri rottami provenienti da un altro piroscafo saltato in aria.

Colpita anche la propria nave da siluramento, scompariva in mare nell'adempimento del proprio dovere.»

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