Franco Prevato

 
PIROSCAFO "STAMPALIA"
PIROSCAFO "STAMPALIA"

Anno di Costruzione = 1907

Nome Internazionale = ICIG

SocietÓ di provenienza = Nautica

Compartimento = Venezia

Matricola = 195

UnitÓ Gemelle =

Nome in codice =


Lunghezza tra le perpendicolari = 70.22 m

Larghezza fuori ossatura = 10.31 m

Altezza dalla linea di costruzione =6.55 m

Macchine = 1 alternativa

Eliche = 1

Consumo = 12.1 Tonnellate il giorno

VelocitÓ massima = 10.5 nodi

Tonnellate stazza lorda = 1.228

Tonnellate stazza netta = 714

Portata lorda = 1.460 tonn.

Stive = 3 X 1.758 mc.

Numero massimo passeggeri in cabina =


Impiegata sulla linea n░ = 46 Bari - Manfredonia - Tremiti

Il 10 aprile del 1938, La STAMPALIA fu posta in disarmo a Venezia.

Il giorno11 settembre dello stesso anno, fu trasferita a Monfalcone dove rimase fino al 14 settembre dell'anno successivo, per lavori di ristrutturazione.

Dal giorno 8 ottobre 1939 al 16 luglio 1940 effettu˛ una serie di viaggi straordinari, tra i porti dell'Alto Adriatico e l'Albania.

Dal 23 luglio al 16 dicembre 1940, la nave fu posta in parziale disarmo, per la riconversione delle macchine e per l'impianto delle postazioni belliche.

Il 17 dicembre fu noleggiata al Ministero della Guerra.

Il 12 aprile 1941 , al comando del Cap. Paolo GAMBINAFICI, la STAMPALIA ancor˛ nella rada di Valona, in prossimitÓ di DUKATI, per lo sbarco di benzina in fusti.

«Addý 15 aprile 1941 anno XIX, il sottoscritto Tenente Colonnello di Porto Renato BOGGIO LERA, Comandante del Porto di Valona, procede a norma delle disposizioni in vigore ad indagine sommaria onde accertare le circostanze relative al siluramento e successivo affondamento del piroscafo Stampalia. Si procede con l'interrogatorio del Comandante del piroscafo stesso il quale risponde quanto segue:

Come da istruzioni ricevute dal Comando Difesa Traffico di Valona, la sera del 12 corrente ci siamo ancorati nei pressi del pontile Dukati, pi¨ vicini possibile alla costa.

Durante il giorno, con vento da Nord Ovest, la nave rimaneva in acque basse, mentre di notte, con vento da terra questa si allargava, presentando il fianco dritto verso l'apertura della rada.

Ieri 14 abbiamo lavorato fino a mezzanotte, trasbordando nelle ore notturne 500 fusti di benzina sulla motonave ALESSANDRO.

Le vedette e gli artiglieri erano regolarmente ai loro posti. Faccio presente che il cannone da 76/40 mm., non era dotato di granate antiaeree, nonostante le mie ripetute richieste, rivolte sia a Venezia sia a Brindisi.

In data odierna, verso le ore 01.45 le vedette, sempre all'erta, infatti, diedero l'allarme generale e tutti raggiunsero i loro posti.

Era stato avvistato un aereo passare a bassa quota.

Le caldaie erano sempre in pressione ed a mare avevamo solo quattro lunghezze di catena con eventuale possibilitÓ di smanigliare rapidamente l'ancora.

Stavo per dare l'ordine di salpare dopo aver impartito il pronti in macchina, quando a pruavia si vide nitidamente l'avvicinarsi di un aereo nemico che, da bassissima quota, sganci˛ un siluro.

L'ordigno, fortunatamente, pass˛ a raso del dritto di poppa ed and˛ a finire in spiaggia.

Abbiamo immediatamente aperto il fuoco con la mitragliera, mandando a segno pi¨ colpi, ma ad un certo punto, disgraziatamente la mitragliera si incepp˛.

Poco dopo ci piomb˛ addosso, un cospicuo numero di bombe e spezzoni incendiari ad ondate successive, nonostante la difesa costiera avesse iniziato a sparare da ogni parte.

Ormai colpiti e senza possibilitÓ di difesa, decisi di mettere in salvo l'equipaggio, facendo calare le scialuppe di salvataggio. Ci eravamo appena allontanati quando udimmo una violenta esplosione seguita da una colonna di fumo bianco, proveniente dal lato dritto, all'altezza delle caldaie.

Avuta l'ulteriore certezza che la nave era stata colpita e temendo lo scoppio delle caldaie e dei fusti di benzina, ci siamo sempre pi¨ allontanati nella direzione di terra, riservandomi il ritorno a bordo se la situazione si fosse normalizzata.

Questa mattina di buonora sono ritornato sul posto, accompagnato dal 1° Ufficiale, dal nostromo e dal carpentiere. La nave era rimasta dove l'avevamo lasciata, completamente sommersa fino al fumaiolo e sbandata sul lato sinistro, con la prua rivolta verso il pontile PASHA LIMAN.»

Dei 34 componenti l'equipaggio tutti furono messi in salvo, lamentando solo qualche leggero ferito

Recupero di un Ricognitore abbattuto
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