Franco Prevato

 
Motonave "EGEO"
Motonave "EGEO"

Anno di Costruzione = 1927

Nominativo Internazionale =IBEH

Società di provenienza = Puglia

Compartimento = Venezia

Matricola = 300

Unità Gemelle = Città di Bari, Egitto, Rodi

Nome in codice =

 

Lunghezza tra le perpendicolari = 96 m

Larghezza fuori ossatura = 13.60 m

Altezza dalla linea di costruzione = 7.30 m

Macchine = 1 motore B & W da 1950 hp

Eliche = 1

Consumo = 9.3 tonnellate al giorno

Velocità massima = 12.5 nodi

Tonnellate stazza lorda = 3.220

Tonnellate stazza netta = 1.882

Portata lorda = 2.450 tonn.

Stive = 5 X 4.153 mc

Numero massimo passeggeri in cabina = 83

 

Impiegata sulla linea n° = 57 Adriatico - Siria

Subito dopo la costituzione della Società Adriatica, l’EGEO fu impiegata sulla linea nr. 54 Adriatico – Pireo – Turchia e dal 12 dicembre 1937 al 17 marzo 1938 fu posta in disarmo per lavori di adeguamento.

 

Dal 27 marzo 1938 al giorno 8 giugno 1940 effettuò la linea nr 48 Tirreno – Grecia – Egitto.

 

Il giorno 15 giugno fu requisita dalla R. Marina ed iscritta nel naviglio ausiliario dello Stato ed il personale imbarcato fu militarizzato.

 

Alle ore 00.40del 24 aprile 1941, dopo aver svolto vari servizi e mentre stava effettuando una traversata con carico militare, la nave fu attaccata da navi di superficie nemiche ed affondata a circa 80 miglia da Tripoli.

«Roma 11 maggio 1941 anno XIX – Ministero della Marina- SEGRETO – Con riferimento al telegramma di codesta Società diretto al Ministero delle Comunicazioni – Marina Mercantile, si informa che la M/N EGEO è andata perduta per fatto di guerra il 24 aprile u.s.

Dell’equipaggio risultano salvi 3 ufficiali, 4 sottufficiali e 29 comuni. Il rimanente personale è stato considerato disperso. Le famiglie sono state informate.»

Il 24 novembre 1942, il padre del commissario di bordo scrisse una lettera molto accorata, alla Società Adriatica, con lo scopo di poter ottenere notizie del figlio.

 

Le speranze di quel padre erano state riaccese da un conoscente di famiglia, imbarcato su un’altra nave di bandiera italiana, passata poco tempo dopo, sul luogo dove era affondata l’Egeo, il quale aveva raccontato di aver visto in quel luogo zattere, scialuppe e salvagenti ma la Direzione fu purtroppo costretta a rispondere :

«Egr. Sig. Battista LAVORATO – Rossano Calabro. Ci è pervenuta la stimata Vostra, il cui contenuto è stato oggetto della nostra migliore considerazione.

Siamo tuttavia spiacenti di dovervi comunicare che non ci è, in alcun modo possibile, rispondere alle domande da Voi formulate, circa la possibile prigionia del vostro figliolo, in quanto non conosciamo i particolari dell’avvenimento occorso alla nave da Voi citata, la quale come avemmo già a comunicarvi, faceva parte del Naviglio Ausiliario e, come tale, era equipaggiata da personale militare della R. Marina.

Ad ogni modo, per i ragguagli desiderati, Vi consigliamo di interpellare tanto il Ministero della Marina, quanto la Croce Rossa di Roma.

Nell’augurarvi che le ricerche da Voi condotte possano essere coronate dall’auspicato successo.»

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