Franco Prevato

 
Motonave "CITTA’ DI BARI"
Motonave "CITTA’ DI BARI"

Anno di Costruzione = 1928

Nominativo Internazionale = IBAL

Società di provenienza = Puglia

Compartimento = Bari

Unità Gemelle = Egeo, Egitto, Rodi

Lunghezza tra le perpendicolari = 96 m

Larghezza fuori ossatura = 13.60 m

Altezza dalla linea di costruzione = 7.30 m

Macchine = 1 motore FIAT da 4.000 hp

Eliche = 1

Consumo = 15 tonnellate al giorno

Velocità massima = 14.5 nodi

Tonnellate stazza lorda = 3.220

Tonnellate stazza netta = 1.883

Portata lorda = 2.450 tonn.

Stive = 5 X 4.153 mc

Numero massimo passeggeri in cabina = 89


Impiegata sulla linea n° = 54 bis Tirreno – Pireo - Istanbul

Come quasi tutte le altre navi, anche la CITTA’ DI BARI fu costruita con tutti gli accorgimenti per essere eventualmente usata come nave da guerra, previe alcune leggere modifiche e l’imbarco delle artiglierie.

Fu la crisi della borsa dei noli del 1926, a suggerire la politica in tema di costruzione navale all’allora Governo ed al suo capo.

 

Politiche governate “ad oc” per seminare malcontento, grazie anche alle determinazioni spartitorie e colonialistiche costruite a tavolino dalle Grandi Potenze alla fine della Prima Guerra Mondiale, per le quali alcuni “ vincitori” non furono affatto entusiasti delle risoluzioni adottate.

 

La bramosia di un impero si stava presentando infatti, sempre più, come un fattore di riscatto ad onta di quanto determinato in altre sedi.

Perciò, nel mentre si volle far apparire al popolo, la necessità del dialogo con i poco provvidi alleati, dall’altra si ostentarono improbabili bicipiti.

 

A conferma di tutto questo, il 12 gennaio 1932, sul POPOLO D’ITALIA apparve un articolo a firma di S. E. Benito MUSSOLINI.

«Non è affatto esagerato affermare, così ha detto l’On. Alessandro SHAW (deputato di LIVERPOOL, direttore della Banca d’Inghilterra; n. d. a.), che la struttura economica e sociale dell’Europa si avvicina di giorno in giorno al precipizio; la verità cruda è che se le cose vanno avanti così come vanno, la scelta è semplicemente fra il ripudio dei debiti ed il caos. Invece di una libera partecipazione con uomini e mezzi alla causa, gli Alleati hanno tracciato la più strana, illogica, antistorica distinzione. Quando un proiettile americano era sparato da un artigliere americano, con un cannone americano, gli Stati Uniti non hanno imposto agli Alleati di pagare né l’uomo, né il costo del proiettile; ma quando il proiettile americano era sparato da soldati alleati per il medesimo scopo, per la causa comune, nello stesso comune interesse, creava un debito in oro da pagarsi agli stessi Stati Uniti. Mai prima d’ora nella storia era stato così ingiusto. Il messaggio salutare che tutto il mondo aspetta è : - Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.»

(n.d.a.) Furono questi i presupposti che determinarono appunto le scelte costruttive nell’ambito navale. Costruire insomma, una flotta capace di trasportare carico ma anche uomini, mezzi e di poter essere in grado di rispondere oppure di offendere con mezzi bellici propri. Ora le navi di questo tipo, ovvero in grado di completamente autonome , ma senza postazioni belliche vengono comunemente definite in gergo “ self substained”.

La M/n CITTA’ DI BARI fu requisita dalla Regia Marina il 19 giugno 1940 ed iscritta nel naviglio ausiliario dello Stato in qualità di SCORTA CONVOGLI NAVI MERCANTILI REQUISITE.

 

Alle ore 10.30 del 3 maggio 1941, al comando del Cap. Carlo OBERTI, la nave fu bombardata ed affondata nel porto di Tripoli.

 

Tre componenti l’equipaggio militarizzato furono feriti, mentre cinque dell’equipaggio civile perirono :

 

- Marinaio DI TERLIZZI Leonardo

- Marinaio BELLOMO Michele

- Giov. 1.ma CAROFIGLIO Leonardo

- Giov. 2.da CAPRIATI Donato

- Operaio MINETTO Luigi.

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