Franco Prevato

 
Piroscafo "DALMATIA"
Piroscafo "DALMATIA"

Anno di Costruzione = 1903

Nominativo Internazionale =

Società di provenienza = Acquistata

Compartimento =

Matricola =

Unità Gemelle =

Nome in codice =

 

Lunghezza tra le perpendicolari =

Larghezza fuori ossatura =

Altezza dalla linea di costruzione =

Macchine =

Eliche =

Consumo =

Velocità massima =

Tonnellate stazza lorda = 3.252

Tonnellate stazza netta =

Portata lorda =

Stive =

Numero massimo passeggeri in cabina =

 

Impiegata sulla linea n° =

Acquistata dalla società consorella LLOYD TRIESTINO il 26 settembre 1940, la nave DALMATIA rimase in disarmo parziale fino al 15 febbraio 1941, ormeggiata nel porto di GENOVA.

 

Dal 16 febbraio al 9 marzo fu noleggiata alla società ILVA.

 

Dal 12 al 29 marzo fu data in noleggio al Ministero dei Monopoli.

Il 31 marzo fu noleggiata alla consorella TIRRENIA e destinata ai collegamenti tra l'Adriatico e la Sicilia.

 

Alle ore 13.50 del 25 gennaio 1942 la nave, al comando del Cap. Giuseppe DIANA di Venezia, fu silurata a circa 14 miglia su rilevamento 234 gradi da Capo Melito.

 

Lo scafo fu colpito all'altezza della stiva nr. 1 ed iniziò ad appruare ed ingavonare per circa 20 gradi. Il segnale di soccorso fu lanciato immediatamente, prima che il locale caldaie e la sala macchine fosse completamente allagata, con la conseguente perdita di ogni forza motrice.

 

L'equipaggio, composto da 40 persone, riuscì con calma ad ammainare tutti i mezzi di salvataggio e a prendervi imbarco.

 

Solamente dopo aver verificato che tutti avessero lasciato la nave, prese imbarco anche il comandante.

Dalle scialuppe fu facile vedere che, lo scafo recava una fenditura tale, da passare da lato a lato della sezione maestra.

 

I naufraghi rimasero in prossimità della DALMATIA nonostante il mare fosse grosso ed il vento violento, da SSW e furono raccolti in parte, dal cacciatorpediniere di scorta che però si avvicinò, solo dopo aver a lungo proceduto a ziga zag ed aver lanciato bombe di profondità ed in parte da un peschereccio.

 

Sul luogo del naufragio sopraggiunse, nel frattempo, anche il rimorchiatore TITANO, inviato dal Comando Marina di Messina, il quale diede ordine a parte del personale di risalire a bordo per fissare alle bitte due cavi da rimorchio.

 

Una volta fissati i cavi il comandante militare del rimorchiatore diede disposizione di evacuare la nave ed alle ore 19.30 iniziò il rimorchio.

 

Alle ore 01.40 del 26 gennaio 1942, a circa 2 miglia dal porto di Messina, la DALMATIA si spezzò in due tronconi che, si inabissarono molto rapidamente.

 

Il 14 febbraio fu avviata un'inchiesta, promossa al fine di accertare il motivo, per il quale fu presa la decisione di rimorchiare la nave anziché, come sarebbe stato più logico, portarla ad insabbiarsi sulla costa.

 

In un primo momento le Autorità tentarono di addossare la responsabilità al comandante DIANA, asserendo il fatto che avesse abbandonato la nave rimasta galleggiante.

 

L'evidenza dimostrò però che il comandante altro non fece se non quello di attenersi agli ordini del comandante militare, al comando del rimorchiatore, il quale aveva assunto la responsabilità di ogni decisione nel prendere a rimorchio la nave stessa.

 

Poiché il comandante militare del TITANO risultò essere un Ufficiale Superiore della Regia Marina, l'inchiesta si concluse con un nulla di fatto.

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