Franco Prevato

 
PIROSCAFO "BOSFORO"
PIROSCAFO "BOSFORO"

Anno di Costruzione = 1929

Nominativo Internazionale = IBFA

Società di provenienza = Acquisto da proprietà francese

Compartimento = Venezia

Matricola = 314

Unità Gemelle = Civitavecchia (?) e Boccaccio

 

Lunghezza tra le perpendicolari =

Larghezza fuori ossatura =

Altezza dalla linea di costruzione =

Macchine =

Eliche = 1

Consumo =

Velocità massima =

Tonnellate stazza lorda = 3.648.21

Tonnellate stazza netta = 2.163.98

Portata lorda =

Stive =

Numero massimo passeggeri in cabina =

 

Impiegata sulla linea n° = 59 Adriatico - Danubio

Ex piroscafo francese denominato MAJUMBE, acquisito dall'Adriatica nel 1939 ed adibito alla linea nr. 59 e 59 bis Adriatico - Danubio, Tirreno - Danubio.

 

Il 1° luglio 1940 la nave venne requisita a Bari dalla R. Marina ma non fu iscritta nel naviglio ausiliario.

 

La vita degli equipaggi a bordo non doveva essere certamente né facile né tranquilla, un esempio ci viene dal 2° Ufficiale di Macchina Edgardo OPERA, il quale nonostante avesse chiesto di poter essere sostituito, alla fine perse la vita.

« Da Taranto 11 marzo 1942. Mi trovo imbarcato dall'inizio del periodo bellico su navi facenti trasporti per la Libia e precisamente dall'inizio fino al 29 agosto del 1941, successivamente passai sul P/fo BOSFORO, compiendo 58 missioni di guerra. Avendo appreso che è rimasto vacante un posto da 3° Ufficiale di macchina sul P/fo MARCO POLO, chiedo la possibilità di un trasbordo, per concedermi la possibilità di rimettere in salute, almeno in parte, il mio organismo alquanto scosso ed il mio sistema nervoso tutt'altro che normale.».

La BOSFORO partì da BENGASI il 29 marzo 1942 alle ore 19.45, al comando del Capitano Romano ANGELINI.

« 30 marzo 1942 XX - Verso sera vento teso da Ovest e mare lungo da SSE, qualche piovasco. Alle 21.45 venni avvisato dal 3° Ufficiale di guardia che la scorta stava piegando e mi avvicinai ai finestroni del ponte per controllare la virata. Erano trascorsi 3 o 4 minuti quando il 3° Ufficiale impartì l'ordine al timoniere di venire piano a sinistra e poco dopo meglio a sinistra, quando la nave sussultò per un duplice scoppio simultaneo che la fece inclinare sul lato dritto ed ingavonare di poppa.

Erano le 21.53 in lat. 36° 35' N e long. 21° 15' E. Nello stesso istante la nave rimase al buio con il timone bloccato a sinistra, era parso evidente che uno scoppio almeno, fosse avvenuto nella sala macchine. Mi precipitai verso l'aletta di dritta e vidi che i danni erano proprio in quella zona, allorché rientrai per impartire gli ordini necessari ma costatai di essere rimasto solo.

Allora scesi dalla scala di sinistra dove incontrai il marconista il quale mi informò di non poter trasmettere l'S.O.S. perché l'antenna si era spezzata. Vidi allora una decina di persone allontanarsi sull'unica scialuppa rimasta, l'altra era stata colpita. Sceso sul ponte principale trovai dei soldati e quel che rimaneva dell'equipaggio.

Chiesi dove fossero gli altri e mi fu risposto che tutti si erano buttati a mare o allontanati con la scialuppa di salvataggio. Riuscimmo comunque a mettere a mare uno zatterone che si trovava vicino alla ciminiera e due zatterini locati nel pozzo di prua, oltre alla piccola lancia di servizio, che subito si allontano con tre persone a bordo.

Intanto anche lo zatterone, aveva preso il largo con una sola persona a bordo. Non mi rimase che ordinare ai rimasti di radunare i feriti e all'unico segnalatore della Marina Militare di segnalare l'invio di aiuti al CACCIATORPEDINIERE di scorta che, nel frattempo si avvicinava gettando bombe di profondità.

Poco dopo arrivò una prima imbarcazione con un Ufficiale militare che mi chiese, se ritenessi opportuno far prendere a rimorchio la nave ma egli stesso costatò che ormai la BOSFORO era inclinata di 40 gradi ed il mare aveva già invaso parte della coperta.

Trasbordammo i feriti e lasciammo le salme, comprese quelle del personale di macchina in servizio al momento dello scoppio. Salii a prendere i libretti di navigazione, il Giornale Parte Prima e i cifrari. Non potei prendere il contenuto della cassaforte perché le chiavi le custodiva il 1° Ufficiale, risultato assente.

Verso l'una di notte fummo portati sul C.T. che nel frattempo aveva recuperato gli altri naufraghi e venne fatto l'appello dal quale risultò che mancavano 13 persone di cui 5 civili e 8 militari. »

La nave BOSFORO affondò alle ore 07.40 del 31 marzo 1942. Non fecero più ritorno:

 

2° Uff.Macc . OPERA Edgardo di TRIESTE

Giovanotto NICOSIA Emanuele di GELA

Fuochista DI DOMENICO Luigi di VENEZIA

Fuochista ACQUARULO Gennaro di T. Del GRECO

Cameriere BENEDETTINI Enrico di BARI

 

A seguito del comportamento tenuto dall'equipaggio, il Comandante fece rapporto alle Autorità competenti che consegnarono immediatamente una lettera di biasimo a chi si era allontanato dalla nave mettendo in ulteriori difficoltà chi vi era rimasto.

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