Franco Prevato

 
Piroscafo "CAMPOBASSO"

Anno di Costruzione = 1918

Nominativo Internazionale = IBPB

Società di provenienza = Preda di guerra

Compartimento = Venezia Matricola = 4 F

Nome in codice = Coscienza

Lunghezza tra le perpendicolari = 112 m

Larghezza fuori ossatura = 14.86 m

Altezza dalla linea di costruzione = 7.90 m

Macchine = 1 alternativa a triplice espansione da 1.200 hp

Eliche = 1

Consumo = 25 tonnellate al giorno di carbone

Velocità massima = 8 nodi

Tonnellate stazza lorda = 3.5.65

Tonnellate stazza netta = 2.184

Portata lorda = 6.300 tonn.

Stive = 4 X 8.700 mc

La chiglia della CAMPOBASSO fu impostata nell'aprile del 1918, presso i cantieri britannici di SUNDERLAND e fu dotata di macchina alternativa a triplice espansione con alimentazione a carbone.

 

Ex GRAGGAN HILL, ex WULSTY CASTLE, il piroscafo BONIFACIO era sotto bandiera francese quando, nel porto di MARSIGLIA, alla fine del 1942, fu espropriato dalle truppe tedesche e consegnato alle Autorità italiane.

 

In pochi giorni effettuò il breve trasferimento con equipaggio tedesco ed il 12 dicembre 1942, nel porto di LA SPEZIA, il piroscafo fu consegnato all'Adriatica che lo ribattezzò CAMPOBASSO.

 

Dopo un veloce passaggio di consegne tra il Ministero delle Comunicazioni e la Società, rappresentata dal comandante ARPANTE riprese il mare.

 

Dal verbale di consegna risultò che l'apparato motore era all'apparenza in buone condizioni, mentre stazione radio e radiogoniometro erano fuori uso.

 

Così come altre gravi disfunzioni erano state rilevate, compresa la mozzatura superiore delle pale dell'elica, la mancanza di cavi da ormeggio e le manovre fisse e correnti dei picchi da carico.

«12 dicembre 1942 - D'ordine della R. Capitaneria di Porto, il sottoscritto c.l.c. Mario ARPANTE con gli ufficiali e parte dell'equipaggio ci siamo recati a bordo del piroscafo Bonifacio per la presa in consegna.

Il comando germanico ci ha comunicato l'esistenza a bordo di una scorta di carbone per circa 290 tonnellate ed 80 di acqua per le caldaie.

13 dicembre - Dalle prime verifiche è risultato che la nave è priva di difese aeree, gli estintori sono scarichi e la pompa a mano di emergenza necessita di manutenzione. Il frigorifero risulta essere stato immerso nell'acqua pertanto necessita di essere verificato nella parte elettrica. Il cilindro di bassa della motrice necessita di verifiche a causa di rumori particolari.

14 dicembre - Continua la verifica di tutta la nave ed è già stata inoltrata la richiesta per una disinsettazione generale.

15 dicembre - In data odierna è stato aperto il Ruolo Equipaggio, mentre continuano le ispezioni

16 dicembre - Previo riassetto delle cucine e dei locali adiacenti iniziano a funzionare le mense, l'equipaggio però non avendo ancora a disposizione il corredo continua a rimanere alloggiato in albergo.

Continua la visita della nave.

17 dicembre - La coperta in ferro è completamente arrugginita, le ringhiere deformate e le tubazioni del vapore coperta corrose o rotte. Le boccaporte hanno bisogno di rinforzo ed il fasciame in legno delle stive è completamente mancante. Si dovrà provvedere immediatamente al ripristino di quest'ultimo in caso si dovesse imbarcare materiale esplosivo.

19 dicembre. Alle ore 09.50 per ordine del Comando Marina si salpa. Alle ore 16.00 si arriva a Livorno. Durante la traversata le bussole sono risultate completamente scompensate. Dopo cena l'equipaggio prende alloggio in albergo.

20 dicembre. Si approfitta di fare la disinsettazione perché, anche se si è riusciti a ripristinare il servizio mensa, risulta assai difficile reperire generi alimentari sulla piazza. Alle ore 15.00 inizia la caricazione di benzina in fusti, d'ordine dell'ufficio imbarchi e sbarchi della R. Marina.

25 dicembre. Continua la caricazione di benzina e di altro materiale vario. L'equipaggio prende alloggio a terra per mancanza di corredo. Durante la notte guardia attiva in coperta e ronda da parte di soldati germanici in banchina.

29 dicembre. Sono stati imbarcati gli automezzi militari in coperta oltre al vettovagliamento, generi di consumo, coperte, materassi, stoviglierie per le prime necessità della nave.

31 dicembre. Sono stati iniziati i lavori di protezione della stazione radio e del ponte di comando, mentre si continua il rizzaggio di tutta la merce in coperta, nei corridoi e nelle stive. Mancano carte nautiche e portolani. Durante la notte guardia attiva in coperta.

1 gennaio 1943. Ieri sera sono stati consegnati a bordo gli estintori e cinque ruote di cavo. Alle 18.00 ricevo istruzioni per il viaggio. Durante la serata imbarcano 42 militari germanici e 28 militari nazionali.

2 gennaio 1943. Alle ore 03.15 faccio trasmettere al CAPO SCORTA: "Causa tempo tardi". Tale decisione è stata da me presa considerata la natura del carico e del suo rizzaggio che, rapportata alle condizioni meteomarine potrebbe pregiudicare la spedizione. Inoltre il numero di persone a bordo risulta di 129 che non troverebbero sufficienti sistemazioni in lance, zattere e zatterini nel caso di incidente. Resto in attesa di ordini e di migliori condizioni del tempo.»

La nave CAMPOBASSO partì il giorno successivo diretta a NAPOLI, da dove tentò di iniziare i viaggi per il Nord Africa.

«16 febbraio 1942. Verso le ore 17.00 abbiamo subito una incursione nemica con scoppio di bombe in prossimità dello scafo che ha provocato rotture e distruzioni per le quali mi riservo di verificare con ulteriori accertamenti.»

Alla lunga lista di danni allo scafo ed alle sovrastrutture, composta da ben 25 punti il comandante qualche giorno dopo aggiunge una ulteriore lista molto circostanziata.

«A seguito della richiesta del maestro di casa trascrivo le ulteriori perdite di materiale, a seguito dell'evento già descritto.

 

- Piatti fondi nr 21

- Piatti piani 31

- Piatti frutta 18

- Piattini caffè 37

- Tazze caffè 19

- Tazze latte 31

- Insalatiere 4

- Bicchieri acqua 21

- Bicchieri vino 18

- Bicchieri marsala 15

- Bicchieri liquori 16

- Brocche acqua 12

- Caraffe vino 10

- Bottiglie liquore 9 (piene)

- Bottiglie cognac 9 (piene)

- Bottiglie champagne 5 (piene)

- Bottiglie vermouth 7 (piene)

 

1 marzo. Oggi alle ore 17.20 abbiamo subito una ulteriore incursione aerea con l'esplosione di una bomba in prossimità della nave… omissis… Mi riservo di accertare eventuali danni alla nave ed ai generi di cambusa.»

A dimostrazione del fatto che il personale non fosse così facilmente reperibile e disponibile , in un breve lasso di tempo il comando del CAMPOBASSO fu assunto da diverse persone. Il Cap. l. c. Mario ARPANTE fu sostituito da Adelio TARABOTTO e di lì a pochi giorni sostituito da Stanislao LEONI.

«In porto a Napoli, Domenica 28 marzo 1943/XXI. Oggi verso le ore 17.25 è stata avvertita una fortissima esplosione con cupo boato, proveniente dalla nostra sinistra, seguita da un fortissimo spostamento d'aria e pioggia di schegge e rottami. Fumo e fuoco che si levavano dalla stiva numero 4. Non appena è stato possibile avvicinarsi abbiamo costatato che una lamiera caduta dal cielo e del peso stimato di circa 800 kg giaceva sul fondo, mentre le tre incerate per la copertura delle boccaporte e le chiusure delle stesse stavano bruciando. Tutte le serrette ed il pagliolato frantumati, come pure i bagli mobili, e le lamiere della mastra. Firmato Tarabotto.»

Il 25 aprile imbarcò il Secondo Ufficiale Roberto PAOLINI classe 1897 di Trieste che si trovò subito coinvolto nell'ennesimo bombardamento del porto di Napoli ed in conseguenza al quale morì, come testimoniò per la Cassa Marittima, tre giorni dopo, un funzionario della sede succursale di Napoli.

«Da indagini da noi espletate abbiamo appreso che il Signor Paolini, assieme al comandante Leoni, dopo l'inizio dell'allarme aereo, verificatosi intorno alle ore 13.25, si è recato in un vicino ricovero.

A seguito dello scoppio di bombe, nelle vicinanze del ricovero stesso, è rimasto ucciso da schegge che gli avevano provocato la frattura della volta cranica e ferite multiple lacero contuse, essendo rimasto presso l'ingresso a causa dell'affollamento che ne impediva l'accesso.»

La nave CAMPOBASSO, dopo le necessarie riparazioni per i danni subiti quasi un mese prima, riprese il mare per i collegamenti con i porti del Nord Africa.

 

Il 4 maggio 1943 fu dichiarata perduta per fatto di guerra. E' risultato che, dei componenti l'equipaggio, solamente due persone riuscirono a salvarsi.

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