Franco Prevato

 
Piroscafo "CALLIOPE"
Piroscafo "CALLIOPE"
Fotografia di repertorio acquisita da "LE NAVI DEL RE" DI Achille Rastelli - Sugar Ed.

Anno di Costruzione = 1890

Nominativo Internazionale =

Società di provenienza = Noleggio o verosimilmente confisca

Compartimento = Matricola =

Unità Gemelle =

Nome in codice =

 

Lunghezza tra le perpendicolari =

Larghezza fuori ossatura =

Altezza dalla linea di costruzione =

Macchine =

Eliche =

Consumo =

Velocità massima =

Tonnellate stazza lorda = 172

Tonnellate stazza netta =

Portata lorda =

Stive =

Numero massimo passeggeri in cabina =

Impiegata sulla linea n° =

Di questo minuscolo piroscafo non si sa quasi nulla a causa del breve periodo di gestione da parte dell'Adriatica.

 

La CALLIOPE, stante gli atti formali, risultò essere stata noleggiata il 13 luglio 1943 dalla Società italo - greca METAPONTO di Atene.

 

Più verosimilmente doveva però trattarsi di una sorta di predazione bellica.

 

Un po' come accade oggi nei film americani quando, il poliziotto ferma un'automobile di un privato cittadino, ne fa scendere il conducente e si da all'inseguimento dei "cattivi".

 

La guerra doveva essere arrivata al punto tale da aver consumato ormai quasi tutte le risorse e forse, anche di più e con esse gran parte della flotta da guerra e mercantile.

 

Probabilmente vennero a mancare i collegamenti tra le isole Ioniche quali Corfù, Zacinto, Itaca e Cefalonia e ben si sa che, quando "il morbo infuria", mentre il pane viene a mancare ogni strumento per garantire la propria sopravvivenza diviene lecito.

 

Così molto probabilmente, le Autorità italiane o tedesche, pur di garantire i collegamenti (che spesso significavano vettovagliamenti), non trovando di meglio si accontentarono di questo minuscolo vaporetto, ormai datato anche alla sua epoca.

 

Comunque i tempi dovevano essere stati veramente duri perché già dal 25 agosto risultò in sosta inoperosa a Corfù, per mancanza di carbone.

 

Dopo fasi alterne il 18 aprile 1944 fu riconsegnata alle Autorità greche.

Soldati a Cefalonia

(n.d.a.) Vale la pena di soffermarsi solo un attimo per capire quanto grande fosse stata grande questa nave.

Anche senza l'ausilio del Manuale dell'Ingegner Colombo, viatico dei naviganti, si può dedurre che data una stazza lorda di 172 tonnellate, il volume complessivo risulta essere 172 X 2,831. = 487 mc.

Se si considera inoltre che, le linee erano abbastanza filanti con un'altezza media al ponte di coperta di circa 2,10 metri, ne risulta una superficie di 232 mq., della quale metà suddivisa in doppio ponte per via delle macchine per cui a calcolo ne rimangono 174, mentre di solito le stellature delle parti prodiere e poppiere compensavano la superficie della piccola tuga di comando. Inoltre se si calcola poi, che di solito, per quel tipo di piccole imbarcazioni la lunghezza era da 5 a 6 volte la larghezza, il risultato porta a circa 25 metri di lunghezza per 6 metri di larghezza, mentre le altre misure come l'immersione e l'altezza vengono determinate sulla scorta dei pesi, siano questi di costruzione quanto di provvista o zavorra.

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