Franco Prevato

 
Piroscafo "CORFU'"

Anno di Costruzione = 1889

Società di provenienza = Noleggio

Nome in codice = Cumulo

 

Tonnellate stazza lorda = 1.165

Piroscafo di proprietà della società DUBROVACKA PLOVIDA, non risulta essere stato preda di guerra ma, piuttosto gestito in conseguenza ad un noleggio vero e proprio, trattandosi di una Società Croata.

Il 18 novembre 1941, a Trieste, la nave fu consegnata all'Adriatica e dopo una breve sosta lavori fu trasferita a Brindisi dove rimase inoperosa fino al 14 gennaio 1942 quando, a seguito di un'ordinanza del Ministero degli Esteri fu impiegata in viaggi militari e riconsegnata due mesi più tardi.

 

Dal 13 marzo 1942 fino al giorno dell'armistizio, il piroscafo fu adibito ai collegamenti della linea 46 Bari - Barletta - Manfredonia - Tremiti ed ai collegamenti della linea 64 Bari - Antivari - Teodo - Cattaro.

 

Le ultime notizie della CORFU' furono successivamente fornite dal Comandante Taddeo ILLICH, nell'aprile del 1951, non tanto per fatti di guerra quanto, per una rivendicazione sindacale a riconoscimento dei periodi di imbarco in zone di guerra che, all'atto della quiescenza sarebbero stati riconosciuti in misura doppia e nell'immediato producevano un beneficio salariale, in quanto considerati come anzianità convenzionale, con riflessi sugli scatti di anzianità.

«Alla Commissione Interna dello Stato Maggiore - Non capisco perché lo sbarco dalla nave CORFU', avvenuto il 17 ottobre 1943, secondo gli accordi sindacali dell'11 agosto 1948 e 2 febbraio 1951, sia invece stato segnalato l'8 settembre, con una differenza di un mese e nove giorni.

Poiché la direzione del personale non ha mai considerato queste evenienze, mi pregio di descrivervi i viaggi effettuati a considerazione della mia navigazione mercantile bellica.

Quale comandante del piroscafo CORFU' dichiaro che il giorno 8 settembre 1943 partimmo da Bari in linea regolare - Bari, Tremiti, Bari e scali. Il 9 settembre, un poco prima del ritorno a Bari emerse un sommergibile inglese quasi all'altezza dell'imboccatura del porto.

Dopo il nostro ormeggio, che avvenne verso le ore 15.00, ricevemmo l'ordine dal Comando Marina, di partire per MALTA, in convoglio con molte altre navi e piroscafi, scortati dal sottomarino appena giunto in porto.

Eravamo rimasti senza scorte di acqua e carbone per le macchine. Scorte che si dovevano fare giornalmente per garantire il viaggio e la stabilità della nave.

Pertanto comunicai l'impossibilità di partire per l'ora stabilita ovvero al tramonto; così si rimase a Bari mentre altri partirono.

Dopo aver rifornito la nave, il giorno successivo 9 settembre ricevemmo l'ordine di ripartire per TREMITI dopo aver imbarcato un Capitano della finanza e soldati di scorta, al fine di prelevare alcuni rifugiati militari e civili, giunti colà durante la notte e provenienti dalla CROAZIA.

Ritornammo a Bari il 21 settembre e dopo aver fatto rifornimento, siamo stati comandati di partire per SPALATO, in convoglio con i piroscafi DIOCLEZIANO e BRIN, più altri tre piroscafi costieri YUGOSLAVI, scortati da due nostre cacciatorpediniere, per imbarcare truppe da rimpatriare.

Durante il ritorno, il 24 settembre, tra le 07.30 e le 09.00 fummo attaccati da aeroplani CROATI o Germanici. Il piroscafo DIOCLEZIANO di ritorno con noi fu pesantemente colpito, si arenò ed affondò nel porto di Bari con 600/700 morti. Il piroscafo BRIN fu colpito al quadro di poppa da una bomba che per fortuna non esplose e rimase incastrata. La bomba intera fu successivamente estratta e la nave rispedita ad ancorare presso l'isola di PELAGOSA, per costatare i danni reali senza il pericolo di ulteriori incursioni.

Il 3 ottobre partimmo per CROTONE con arrivo il giorno 5. Da li partimmo il 9 diretti a TARANTO dove arrivammo il 10 ottobre 1943.

Tutti i trasferimenti non furono fatti per diporto ma in conseguenza delle disposizioni impartite dalle Autorità.

Il 17 ottobre 1943, presso l'AMMIRAGLIATO inglese di Taranto eseguii la consegna del piroscafo alla Yugoslavia. Tutta la documentazione recava la mia firma e quella dell'Ammiragliato inglese. Tutti i libri con le dovute annotazioni furono consegnati alla Capitaneria di Porto.

Gli sbarcanti furono liquidati di tutte le competenze e rispediti alle proprie destinazioni.

A conoscenza di questo periodo, oltre alla documentazione provante ci fu sicuramente la sede succursale di Bari ed il Capo Servizio Marittimo Cap. Albrizio il quale, avrebbe dovuto viaggiare con il CORFU' ma all'ultimo momento, fu dirottato su un cacciatorpediniere di scorta.»

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