Franco Prevato

 
Piroscafo "VESTA"
Piroscafo "VESTA"

Anno di Costruzione = 1923

Nominativo Internazionale =ICNH

Società di provenienza = Costiera

Compartimento = Trieste

Matricola = 235

Unità Gemelle = Diana

Nome in codice = Visivo

 

Lunghezza tra le perpendicolari = 90.39 m

Larghezza fuori ossatura = 13.50 m

Altezza dalla linea di costruzione = 6.60 m

Macchine = 1 alternativa

Eliche = 1

Consumo = 26 tonnellate al giorno

Velocità massima = 10.5 nodi

Tonnellate stazza lorda = 3.351

Tonnellate stazza netta = 1.934

Portata lorda = 3.485 tonn.

Stive = 4 X 5.049 mc

Numero massimo passeggeri in cabina = 52

 

Impiegata sulla linea n° = 60 Adriatico - Mar Nero.

La nave VESTA, regolarmente impiegata nelle linee tradizionali dell'Adriatica, dal 16 giugno al 25 luglio 1940, dopo che le stesse linee furono sospese, alternò viaggi sporadici e straordinari a soste inoperose, effettuate nei vari porti dell'Adriatico.


Successivamente, fino al 16 novembre 1940, fu posta in disarmo parziale per effettuare lavori di trasformazione all'alimentazione delle caldaie, ovvero per passare da combustibile liquido a carbone e per l'installazione delle postazioni belliche. Proseguì quindi nei collegamenti dei porti dell'Adriatico.


Dal giorno 10 gennaio al 29 luglio 1941, fu noleggiata al Ministero della Guerra.


Il 29 luglio fu riconsegnata ed immediatamente requisita dal Ministero della Marina.


Il 3 luglio 1943, mentre la VESTA stava navigando tra l'isola di Lero e Syra, un sommergibile anglo americano sferrò un attacco con lancio di siluri.

La nave fu colpita ma riuscì comunque a raggiungere il porto di Pireo e ad ormeggiare presso la banchina della dogana vecchia.


Al mattino del 9 settembre, come da accordi presi tra il comando militare tedesco e quello italiano, il piroscafo fu rimorchiato nell'avamporto e portato ad incagliare su di un basso fondale.


L'equipaggio fu obbligato ad abbandonare la nave con i soli indumenti indossati e fu internato in un campo di prigionia in Germania.


La VESTA fu fatta quindi affondare con una carica esplosiva.

Eventi accaduti dopo il giorno dell'armistizio: affondamento
della corazzata "ROMA" fotografata dall'incrociatore
"DUCA DEGLI ABRUZZI", alle ore 14.40 del 9/9/1943
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