Franco Prevato

 
Piroscafo "CASERTA"
Piroscafo "CASERTA"

Anno di Costruzione = 1929

Nominativo Internazionale = IBEU

Società di provenienza = Preda di guerra

Compartimento = Venezia

Matricola = 3 F

Unità Gemelle =

Nome in codice = Carretto

 

Eliche = 1

Tonnellate stazza lorda = 2.824

Tonnellate stazza netta = 1.558

 

Impiegata sulla linea n° = 59 bis Tirreno - Danubio

Il piroscafo CASERTA, ex piroscafo francese di nome "SIDI OKBA", fu consegnato in gestione all'Adriatica il 9 gennaio 1942, dopo esser stato confiscato da parte delle Autorità italiane.

 

La nave fu subito adibita ai collegamenti tra i porti del Tirreno e la Tunisia. L'equipaggio era formato da 33 persone.

«20 febbraio 1943. In porto a Napoli. Verso le ore 17.00 vi è stata un'incursione aerea nemica. Alcune bombe sono scoppiate poco distanti dalla prora e le schegge provocate dalle esplosioni hanno perforato molte lamiere della opera viva. Sono state perse le ancore di posta e undici lunghezze di catena. Due sartie dell'albero di trinchetto distrutte completamente. Così pure l'antenna aerea della radio.

Un violento incendio si è sviluppato nel gavone di prora, esteso anche agli adiacenti alloggi equipaggio. Rotte le catene e senza più ormeggio ci si è abbattuti col fianco sinistro sul piroscafo SICULO.

Fortunatamente l'incendio è stato domato con i mezzi di bordo e tenuto sotto controllo dalla squadra dei vigili del fuoco.

Danni agli arredi e suppellettili verranno costatato quanto prima. Il Comandante Eugenio CARNIEL.»

Il porto di Napoli era ormai soggetto a bombardamenti quotidiani, così come del resto quasi tutta l'Italia.

 

E se è vero che, durante tutte le guerre non sono mai mancati gli atti eroici, altrettanto vero è che qualcuno ha sempre pensato: "in fondo è sempre meglio un asino vivo che un dottore morto".

«15 marzo 1943. A pag. n. 12 del Giornale Nautico Parte Prima si legge: " …omissis… Onorevole Regia Capitaneria di Porto, mi pregio di informare che dal giorno 6 corrente risulta assente da questa nave, senza giustificato motivo il Giovanotto Amedeo di Luigi matricola 79640 di Napoli. In conseguenza a quanto sopra lo dichiaro disertore, ne chiedo lo sbarco da Ruolo Equipaggio e rimetto quanto dovuto di paga a codesta Capitaneria. L'Amedeo non ha lasciato a bordo alcun effetto d'uso ed ha con sé il proprio libretto matricolare".»

Il 18 aprile, in porto a Tunisi la CASERTA subì un ulteriore attacco aereo con danni contenuti, tra i quali non mancarono una trentina di piatti e bicchieri oltre a:

«- Bottiglie Barbera 5

- Bottiglie Grignolino 5

- Bottiglie Freisa 6

- Spumante 4

- Cognac 4

- Vermouth 7

- Liquori assortiti 5

- Damigiana vino LT. 50 1»


Ad onor del vero, oggi le stesse rotture si hanno con un "improvviso" colpo mare proveniente da qualche angolo di uno dei quattro quadranti, e come allora servono a giustificare una sorta di piccola liceità da parte dei comandanti quando, per cause diverse, sforano i TRATTAMENTI, ovvero il proprio "budget di rappresentanza".

La Caserta, riparati i danni alla meno peggio, partì per riprendere il suo servizio.

«Giovedì 22 aprile 1943. Mentre continua la navigazione in convoglio nel golfo di Napoli, con notte scura (senza luna N.d.A.) e foschia dalla Torpediniera LAMPO mi viene comunicato di accendere i fanali di via perché con rotta opposta si stava avvicinando un altro convoglio. Eseguo l'ordine ma ad un tratto, un'ombra nera si presenta dalla nostra sinistra, tra noi e la torpediniera. Nonostante abbia fatto macchina indietro tutta, l'urto con la nave che traversava è stato inevitabile.

Con macchina ferma attendo ordini. Alle ore 22.10 si avvicina la torpediniera LIBRA e ordina di seguirla. Alle ore 24 si ormeggia a Napoli, poppa a terra diga Thaon di Revel. Mi riservo di costatare i danni e di stendere il dovuto rapporto.»

Il 16 settembre, ormai ridotto a mal partito dopo una serie infinita di attacchi di ogni genere, il piroscafo CASERTA fu portato ad affondare su di un basso fondale del porto di Napoli, dalle truppe di occupazione tedesche.

Regio Caccia torpediniere Lampo - Venezia 7 luglio 1934.
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