Franco Prevato

 
Piroscafo "DUINO"
Piroscafo "DUINO"

Anno di Costruzione = 1923

Nominativo Internazionale = IBTJ

Società di provenienza = Costiera

Compartimento = Venezia Matricola = 182

Unità Gemelle =

Nome in codice =

 

Lunghezza tra le perpendicolari = 68.75 m

Larghezza fuori ossatura = 10.50

Altezza dalla linea di costruzione = 7.09

Macchine = 2 turbine a vapore da 1900 hp

Eliche = 2

Consumo = 25.8 tonnellate al giorno

Velocità massima = 13.5 nodi

Tonnellate stazza lorda = 1.344

Tonnellate stazza netta = 789

Portata lorda = 1.735

Stive = 3 X 562 mc

Numero massimo passeggeri in cabina = 85

 

Impiegata sulla linea n° = 41 Trieste - Zara - Gravosa - Venezia

A giugno del 1937 la Duino prese la linea nr 44 Bari Durazzo e successivamente effettuò alcuni viaggi straordinari.

 

Il 3 marzo 1938 coprì le linee 61 - 62 e 63A. Rispettivamente : Rodi - Piscopi - Stampalia, Rodi - Castelrosso, Rodi - Caso.

 

Dal 1 gennaio 1940 fu spostato sulla LINEA 46 Bari - Barletta - Manfredonia - Tremiti - Rodi Garganico - Lagosta.

 

Nel settembre 1940 effettuò viaggi straordinari con partenze regolate direttamente dalle Autorità, poi riprese la linea fino a febbraio del 1942.

 

Il 7 febbraio 1942 partì per un viaggio speciale, diretta a CATTARO, dove imbarcò truppe militari che rientravano in Italia.

 

Alle ore 18.45 del giorno 8 febbraio, la nave DUINO al comando del Cap. Mario OLIVOTTO di Mestre, fu affondata dai siluri lanciati da un sommergibile anglo americano a circa 7 miglia da BARI.

 

L'inabissamento deve essere stato talmente repentino che non ci fu il tempo di lanciare il segnale di soccorso cosicchè i naufraghi rimasero per tre giorni e tre notti, in balia delle onde su relitti, zatteroni e scialuppe.

 

Oltre alle vittime occorse durante l'attacco e l'affondamento, molte altre se ne aggiunsero a causa dell'assideramento dovuto alla bassa temperatura dell'acqua e dell'aria.

 

Tra i 44 componenti l'equipaggio civile ci furono 3 morti, 34 dispersi e 7 feriti.

 

Dispersi furono dichiarati anche i 10 militari di scorta, addetti alle armi di bordo.

 

Dei 156 passeggeri, di cui 14 civili solo 38 furono tratti in salvo.

Alcune salme furono ritrovate 4 o 5 giorni più tardi, nei pressi di Otranto.

 

Il 17 febbraio, il Generale di Brigata Carlo TUCCI, comandante della divisione di fanteria MESSINA che si trovò a bordo come passeggero in licenza speciale, a proposito del comportamento tenuto dall'equipaggio scrisse :

«Dichiaro che il fuochista FALCONE Tindaro (n.d.a. - uno dei pochissimi superstiti), già imbarcato sul piroscafo DUINO, all'atto dell'affondamento dello stesso, con tutta calma e serenità, si preoccupò di assistere ed aiutare i passeggeri.

Fu lui stesso che mi aiutò ad indossare il salvagente. La sua opera fu improntata ad altissimo senso del dovere e a spirito di sacrificio degni di ogni ammirazione.»

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