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PIROSCAFO "MARCO POLO"
Anno di costruzione = 1912
Nominativo Internazionale = ICCW
Società di provenienza = Costiera
Compartimento = Trieste
Matricola = 70
Unità’ Gemelle =
Nome in codice = Merlo
Lunghezza tra le perpendicolari = 146.61 m
Larghezza fuori ossatura = 18.82 m
Altezza dalla linea di costruzione = 13.64 m
Macchine = 2 alternative per 12.500 hp
Eliche = 2
Consumo = 165 tonnellate al giorno
Velocità massima = 18.5 nodi
Tonnellate stazza lorda = 12.272
Tonnellate stazza netta = 6.752
Portata lorda = 6.550 tonn.
Stive = 5 X 6.68 mc.
Numero massimo dei passeggeri in cabina = 374
Impiegata sulla linea numero = 49 : Trieste - Venezia - Alessandria d’Egitto.
La MARCO POLO fu soprannominata “l’espresso dell’Egitto” per la rapidità
e la puntualità dei collegamenti con quella nazione.
Fino al 20 dicembre 1939 la linea fu perfettamente regolare.
Dal 23 dicembre al 4 gennaio 1940 fece un viaggio straordinario per HAIFA e
BEYRUT per rientrare in itinerario il 19 gennaio.
Dal 30 maggio al 27 giugno fu noleggiata dal Governo e dal giorno 1° al 16
luglio rimase in sosta a Napoli per l’installazione delle postazioni belliche
ed il carico di munizioni .
Alle ore 10.00 del 17 luglio 1940, fu requisita dal Ministero della Marina.
Dal luglio del 1940 all’ inizio del ’44 eseguì numerosissime missioni, riuscendo
sempre a sopravvivere con gli uomini del suo equipaggio
Il 21 marzo 1944 la MITTELMEER REEDEREI scrisse al comando di bordo:
«Vogliate prendere nota che in relazione agli ordini ricevuti, da parte
delle Superiori Autorità, il suddetto piroscafo verrà preso in consegna oggi
stesso dalle Autorità militari germaniche e quindi la presenza a bordo
dell’equipaggio è inutile.
Tanto dovevamo per norma a questo Spett.le Comando e con distinta stima vi salutiamo.»
Alle ore 21.00 del 12 maggio 1944 la nave fu irreparabilmente danneggiata
a seguito del bombardamento da parte delle forze anglo americane che coinvolse
tutto il porto di La Spezia ed in particolar modo fu danneggiata da una bomba a
scoppio ritardato.
Il giorno successivo la Marco Polo fu rimorchiata, dai tedeschi, fino all’imboccatura
di levante ed all’altezza della diga foranea fu fatta affondare.
Piscina di 1^ classe del piroscafo Marco Polo
Anche dopo l’affondamento, comunque, le cose non furono completamente
chiare, almeno dal punto di vista del recupero.
(-n.d.a-) I finanziamenti per le perdite di guerra
potevano prevedere la perdita totale oppure l’assegno per il recupero
e la riattivazione del relitto. Nonostante le navi fossero più spesso
requisite, in particolar modo quelle della flotta pubblica, anche i Governi
successivi agli eventi bellici stentarono a riconoscere la perdita totale
a favore di non ben intesi recuperi).
«Venezia 24 ottobre 1945. La scrivente Società Adriatica S.A.N.,
fa presente a codesto Ministero, che non ritiene di avvalersi della facoltà
di conservare la proprietà del relitto.
Con osservanza chiede invece, di essere ammessa al più favorevole
indennizzo.
A tale scopo fa presente che, giusta ordini ricevuti il 9 settembre
1943 dal Comando Marina di La Spezia, il Piroscafo MARCO POLO fu posto nelle
condizioni di non potersi più muovere, dallo stesso personale di bordo.
Furono infatti smontate e gettate a mare, le valvole di distribuzione
del vapore alle pompe alimento, nonché la valvola differenziale del
servomotore del timone.
I danni prodotti sarebbero risultati di lieve entità, una volta
ripescati i pezzi smontati e la nave avrebbe potuta essere sollecitamente
riutilizzata, anche dalle forze alleate, nel caso fossero sbarcate a La
Spezia, come fu paventato.
Ma così non fu per molteplici fattori che impedirono quanto sopra descritto.
Prima di tutto fu rilevato che, la nave priva di energia di qualsiasi tipo,
incominciò ad imbarcare acqua progressivamente attraverso i premitrecce degli
alberi porta elica e quindi, priva dei necessari mezzi di esaurimento si
allagò, fino ad appoggiare sul fondo.
Ciò nonostante dopo circa un mese fu rimessa in galleggiamento ma, fu
subito fatta oggetto di predazioni ed ulteriori danni, da parte della
popolazione civile.
Comunque la situazione fu definitivamente compromessa dopo che il
Marco Polo passò alle dirette dipendenze delle forze armate tedesche
che resero la nave definitivamente inidonea a qualsiasi impiego.»
Marco Polo - Cabina di 1^ Classe
La Marco Polo fu recuperata nel 1949, per lo sgombero dell’imboccatura
di levante del porto di La Spezia ed immediatamente demolita.
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