Franco Prevato

 
Motonave "FILIPPO GRIMANI"
Motonave "FILIPPO GRIMANI"

Anno di Costruzione = 1928

Nominativo Internazionale = IBRM

Società di provenienza = San Marco

Compartimento = Venezia

Matricola = 220

Unità Gemelle = Piero Foscari

Nome in codice = Ginestra

 

Lunghezza tra le perpendicolari = 94.50 m

Larghezza fuori ossatura = 13.50 m

Altezza dalla linea di costruzione = 7.30 m

Macchine = 2 motori FIAT per 4.200 hp

Eliche = 2

Consumo = 13.2 tonnellate al giorno

Velocità massima = 14.5 nodi

Tonnellate stazza lorda = 3.431

Tonnellate stazza netta = 1.964

Portata lorda = 2.675 tonn.

Stive = 4 X 2.905 mc

Numero massimo passeggeri in cabina = 125

 

Impiegata sulla linea n° = 51 Adriatico - Egeo

Dal 22 ottobre 1937 al 12 ottobre 1938 la FILIPPO GRIMANI fu in linea n°54: Trieste, Venezia, Istanbul e soprannominata "l'espresso per la turchia".

 

Successivamente e fino al 2 giugno del 1940 coprì un po' tutte le linee dall'adriatico verso il medio oriente, alternativamente con le requisizioni da parte dei vari Ministeri, dai quali fu impiegata in viaggi straordinari.

 

Il 23 luglio del 1941 fu definitivamente requisita ed iscritta nel naviglio ausiliario di Stato.

 

Fu riconsegnata alle ore 24.00 del giorno 8 settembre 1943.

 

Il 17 settembre dello stesso mese e dello stesso anno, la FILIPPO GRIMANI fu occupata dalle forze armate germaniche nel porto di PIOMBINO.

 

Fu restituita nel porto di GENOVA alle ore 08.00 del 29 novembre, dove rimase in disarmo parziale fino alla mattina del 28 maggio 1944.

«Genova - 29 maggio 1944 - Ieri verso le ore 13.00, appena cessata l'incursione aerea nemica (quale che fosse) venivo informato dal 1° Ufficiale Cap. Leonardo GENTILE che, la M/N FILIPPO GRIMANI era stata colpita da alcune bombe causando un principio d'incendio al centro della nave stessa.

Non riuscii immediatamente a recarmi in porto, a causa delle interruzioni tranviarie in conseguenza al bombardamento, ma riuscii a contattare di nuovo telefonicamente il Cap Gentile, al quale diedi disposizioni di chiamare immediatamente i vigili del fuoco e, di avvisare il comando germanico affinché disponesse l'invio di specialisti, per l'eventuale rimozione delle mine di auto affondamento già sistemate a bordo, allo scopo di assicurare l'incolumità dei pompieri.

Dopo un paio d'ore e con mezzi di fortuna raggiunsi finalmente la GRIMANI, dove trovai il Cap GENTILE ed il 2° ufficiale di macchina Pietro PORTA oltre ai vigili del fuoco che avevano già approntato due autopompa ed una barca pompa.

L'incendio era diventato molto esteso, aveva interessato il cassero centrale, le boccaporte delle stive nr. 2 e 3. In preda alle fiamme tutta la prima classe, la cucina ed il relativo garruggetto di servizio con i contigui alloggi e depositi.

L'incendio, risultò essere principalmente alimentato, dalla combustione della nafta contenuta nelle casse di riserva, direttamente colpite dalle bombe.

Dai danni visibili, ho dedotto che, sicuramente la nave aveva subito gli esiti di due esplosioni, la prima da una bomba caduta sulla sala nautica che aveva perforato il cielo deflagrando nei ponti inferiori. La seconda da una bomba caduta sulla banchina, a due metri dallo scafo che aveva provocato uno squarcio sul lato dritto, con una breccia di quattro o cinque metri, all'altezza delle ordinate 95/105, a circa un metro dalla linea di galleggiamento e passante da fianco a fianco.

Verso le ore 17.00, l'ininterrotto getto d'acqua dei sei grossi idranti cominciò ad aver ragione sulle fiamme, anche se il fumo ci impediva di capire lo stato effettivo della situazione.

Quando grazie ad una leggera brezza si capì il grave stato di sbandamento assunto dalla GRIMANI, dovuto all'acqua gettata che aveva appesantito la nave e, a quella penetrata dagli squarci ormai sommersi.

Alle ore 17.30, vinta la resistenza dei cavi d'ormeggio e l'attrito dell'aletta di rollio contro la banchina, la nave con moto progressivo ma rapido si abbatté completamente sul fianco sinistro, per rimanere emersa solo di circa un metro e mezzo nella parte centrale del cassero.

Dalle indiscrezioni ricevute da un Ufficiale tedesco di nome KAISERTHOENI, venni a conoscenza delle intenzioni del comando tedesco, le quali sarebbero state quelle di riuscire a domare l'incendio, per poi portare la nave, ad affondare presso l'imboccatura del porto.

Tanto è vero che sul posto arrivarono due rimorchiatori ed alcuni operai dell'ANSALDO, muniti di fiamma ossidrica per tagliare le catene delle ancore. Catene che erano state avvolte alle bitte, per contrastare il maestrale.

L'opera di spegnimento fu condotta esclusivamente dai pompieri italiani. Il comando tedesco restò completamente estraneo a qualsiasi operazione di salvaguardia della nave, limitando la propria collaborazione alla sola osservazione.

L'unico loro intervento fu la perentoria intimazione, ai pompieri di accelerare l'opera di spegnimento, opera che si sarebbe ritardata ulteriormente, per paura dello scoppio delle mine di auto affondamento, con ancora più gravi conseguenze Firmato "il Capo d'Armamento Albrizzi»

La FILIPPO GRIMANI, il 30 giugno 1947 fu rimessa a galleggiare.

 

Furono eseguiti tutti i lavori di riparazione necessari a renderla atta ad accogliere passeggeri e merci e nel 1948 riprese servizio.

 

Solo dopo ulteriori dieci anni di onorato servizio, fu radiata e demolita.

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