Franco Prevato

 

A Danila

Rami verdi strappati
da torrenti in piena
scivolano
sbattono
rotolano
feriti passano tra brulle campagne
e asfittiche città

Sotto cieli stellati o tormentati
dall’ira di intensi temporali
s’intrecciano
si toccano
si lasciano andare

diventano secchi.
 



 



 



 



 



A Marua

Cristi sepolti
sotto montagne d’acqua
le mani chiodate
a croci di sale
il costato squarciato dal vento
una corona con fauci di squalo
le pupille attonite
di terra perduta nei giorni

Cristi unti di grasso
muti di metallica sferza
i piedi infissi su selciati roventi
la bocca arsa di pianto
i capelli incrostati
di sangue aggrumato
il volto reclino a ponente

Cristi braccati
uccisi nei campi di grano
baciano il fango
con labbra alla polvere
le braccia tese
cercano per l’ultima volta
la storia dell’uomo

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